Dimitri Daniloff

Dimitri Daniloff

Nov 13, 2012 | No Comments

Gli occhi di Angelina Jolie, le labbra di Scarlett Johansson e il sorriso di Julia Roberts sono lì su una mensola del bagno ad aspettarmi, come di consueto, dopo una sciacquata al viso. Ricostruirsi come LEGO, sulla base di una chirurgia plastica alla portata di tutti. Una caccia al tesoro, o forse solo al proprio cranio, tra i ripiani di un supermercato. Corpi gonfiati ad elio e supereroi da psicanalizzare. Tutto questo fa parte dell’ossessione di Dimitri Daniloff per la fotografia.




354 Photographers

354 Photographers

Nov 5, 2012 | No Comments

Box è un progetto nato dalla collaborazione tra Kevin Laloux e Maxime Delvaux aka 354 Photographers, un collettivo che realizza principalmente lavori di tipo cinematografico. Si tratta di una serie di scatti montati in postproduzione per ottenere un unica immagine.




Jim Fiscus

Jim Fiscus

Oct 31, 2012 | One Comment

Non mancano certo di tinte e saturazione le fotografie di Jim Fiscus, autore di numerose campagne per clienti illustri come Adidas, Levis, Nike, HBO e via dicendo. Illustrazioni digitali immerse in atmosfera surreale. Marcati interventi di postproduzione, allo scopo di ricreare scenari macabri, paradossali e talvolta ridicolizzanti. Uomini e vitelli appesi a testa in giù. Pur sempre di carne si tratta, o magari solo semplici rimedi per problemi di scoliosi.




The Tutu Project

The Tutu Project

Oct 29, 2012 | One Comment

La fotografia… è. Può portarci a ridere di noi stessi e al tempo stesso regalare sorrisi ad altri. Con il progetto The Tutu Project il primo pensiero di Bob Carey va a sua moglie, alla quale nel 2003 venne diagnosticato un cancro al seno. Bob sceglie di dedicare i proventi del suo libro di autoritratti ironici, nei panni di una ballerina fuori forma, alle organizzazioni che si occupano di questo tipo di malattia.




Thomas Robson
In Art

Thomas Robson

Oct 22, 2012 | One Comment

Non c’è un’età in cui smettere di giocare. O almeno questo è quello che voglio continuare a credere. D’accordo, sicuramente risulterebbe anomalo se all’età di trentanove anni io entrassi nel mio ufficio con una Barbie che fa capolino dalla borsa ma… non è di questo che stiamo parlando. I giochi di Thomas Robson sono estetico-dissacranti allo scopo di sdrammatizzare e liberarsi da determinati schemi sociali, proponendo all’immagine un nuovo contesto.