Cecilia Campironi: raccontare illustrando

da | 20/06/2016 | Illustrazione

Cecilia Campironi si è diplomata all’Istituto Europero di Design nel 2007 e, ancora studentessa, ha iniziato a tenere laboratori per bambini sulle fiabe, la costruzione di libri e giochi di carta. Recentemente ha iniziato un progetto che coinvolge i più piccoli nell’illustrare libri che verranno pubblicati con la libreria Scripta ManentDal 2008 fa parte dello Studio Arturo con altre due illustratrici (Bernadette Moens e Elena Campa), con le quali si occupa di incisione, prevalentemente linoleografia e timbri, organizza workshop sulla stampa artigianale e realizza timbri o ex libris incisi a mano.

È romana ma ha un rapporto conflittuale di amore/odio con la città, che tuttavia resta uno dei temi ricorrenti nei suoi lavori. Coi disegni racconta e illustra la capitale come fosse una persona, con i suoi pregi e i suoi difetti: in questo suo video, ad esempio, racconta Porta Maggiore.

Cecilia ha iniziato dipingendo con gli acrilici, passando per la grafite e il digitale. Usa tecniche diverse a seconda del tipo di lavoro e disegna direttamente in bella, utilizzando matite colorate, penne, timbri o incisioni: “Non sono proprio capace ad usare una tecnica sola, mi annoio subito“, racconta. Tra i suoi progetti personali ci sono diverse serie: “Everything but shoes” sulle scarpe, “Many mani” sulle mani, e ancora le serie sui paradossi visivi, sugli stati d’animo, sui musicisti e una dedicata ai pattern caleidoscopici: “Insomma è come una droga! E siccome sono serie aperte, quando ho tempo, voglia o ispirazione aggiungo un soggetto. Mi rilassa molto farlo“.

Questo è un anno particolarmente importante per Cecilia. È uscito “Che figura!”, il suo primo libro illustrato per ragazzi, con l’editore Quodlibet e Ottimomassimo. Il suo primogenito, come gli piace chiamarlo, è un volume interamente dedicato alle figure retoriche, descritte e illustrate come personaggi in carne ed ossa. Sono figure che spesso usiamo senza neanche rendercene conto e questo libro può farle conoscere meglio anche al pubblico di noi grandi. E poi, sempre in ambito editoriale, ha realizzato per Einaudi la copertina de “L’arca” il nuovo romanzo di Ester Armanino: “Ci ho lavorato da sola a stretto contatto con l’autrice, cosa rara e preziosa. Le avevano proposto delle copertine che non la convincevano, allora ci siamo messe di spontanea volontà a preparare tre proposte senza sapere se la casa editrice le avrebbe accettate, ma alla fine sono stati molto contenti (figurati io!) e hanno scelto l’immagine delle mani/arca“.

E per finire, tra i suoi tanti impegni, Cecilia ha trovato il tempo per dedicare a tutti i lettori di PICAME anche un originale header, che potete vedere qui sopra.

Potete seguirla sul suo sito personale, su Facebook e su Instagram.

Art director e web designer, diplomato in scenografia con esperienze di teatro, fumetto, animazione, illustrazione e scultura. Scrive per Picame dal 2015.

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