Le metafore medievali di Elisa Seitzinger

on May 22, 2017

Originaria di Verbania Elisa Seitzinger vive e lavora a Torino come illustratrice e insegnante allo IED. Ha studiato arte a Firenze, Atlanta, Nizza e Londra. Forse il fatto di essere nata alle pendici del Sacro Monte Calvario e di vivere a Torino, città magica ed esoterica per eccellenza, ha influenzato la sua attuale produzione.

“Testa piena di bestiari medievali, reliquie sghembe, martiri tatuate, lezioni di catechismo seguite dall’ultimo banco. Un mondo illustrato di simboli e icone, ispirato all’arte medievale sacra e cortese, alle vetrate delle cattedrali gotiche e ai codici miniati, alla pittura dei primitivi fiamminghi e italiani, alle icone russe, ai mosaici bizantini, ai tarocchi, all’iconografia esoterica”.

Vogliamo non aggiungere che ha i capelli rossi e ama i gatti? Scherzi a parte, di sicuro a Elisa piace mescolare il sacro col profano e i simboli antichi con le icone pop contemporanee, trasformando il tutto in metafore e racconti enigmatici, dotati spesso di ironia e farciti di citazioni letterarie. Ma non bisogna mai dimenticare che i suoi personaggi, che paiono così antichi e distanti nel tempo, in realtà non sono altro che maschere che stanno recitando la parodia della nostra realtà attuale e giocando il gioco della vita. Anche la tecnica ha il fascino del passato: china nera e tavolozza ridotta a rosso, giallo e blu.

Ed eccoci all’header che ha disegnato in esclusiva per PICAME: un tipico esempio di come Elisa ami creare cortocircuiti temporali e culturali. In questo caso si è ispirata a 24hours Party People (il docufilm di Michael Winterbottom che racconta la storia dell’etichetta musicale Factory di Manchester da cui uscirono Joy Division, New Order, Chemical Brothers, etc.) e a Duccio di Buoninsegna. Vi lancio una sfida: provate a riconoscere le citazioni fatte nell’illustrazione in versione completa che trovate qui sotto.

Potete seguire Elisa sul suo sito personale e su instagram.

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