INTERVIEW: BENEDETTA FALUGI

on Sep 16, 2011

Benedetta Falugi dopo un passato da pittrice, restauratrice e appassionata di antiquariato, approda alla fotografia quasi casualmente. L’incontro con il nuovo mezzo espressivo è folgorante, e il coinvolgimento sempre più intenso. I suoi scatti, realizzati per lo più in analogico, su pellicola, denotano una grande capacità di cogliere l’essenza delle cose osservandole senza disturbare; quel “sentire con gli occhi”, per usare un’espressione della fotografa stessa, che permette all’artista di perpetrare una ricerca continua, calandosi nelle situazioni con l’occhio attento di chi sa andare oltre l’apparente, di chi di volta in volta ha la capacità di penetrare in altri mondi. Le abbiamo fatto qualche domanda…

Ciao Benedetta, benvenuta su Pìcame. Quanti anni hai e che lavoro fai?
Ciao e grazie per l’invito :) Ho 37 anni e provo a fare la fotografa professionista.

Come hai iniziato a scattare e da quanto tempo?

Ho iniziato quasi per caso, ormai saranno passati quasi cinque anni… un giorno ho comprato una piccola compatta digitale per fotografare dei mobili antichi che dovevo vendere on line e da lì è partito tutto, non che non avessi mai avuto una macchina fotografica in mano prima di allora ma forse quello era il mio momento, mi è sembrato di guardare realmente dentro l’obiettivo per la prima volta… quasi una magia :)

Pellicola o digitale? Usi Photoshop?
Preferisco la pellicola, assolutamente. Ad oggi i miei progetti personali sono tutti in analogico ma mi capita spesso di usare anche il digitale per lavoro. Uso photoshop anche se cerco di farlo in maniera molto leggera, ovviamente lo scatto digitale richiede una post più lunga mentre per l’analogico mi limito ad aggiustare quasi esclusivamente curve e livelli.

Quali sono le tue ambientazioni/soggetti preferiti?
La natura in generale e, ultimamente, il mio ragazzo in particolare :)

Tre cose di cui non puoi fare a meno quando lavori.
Rullini, sigarette e possibilmente musica.

Tre cose di cui non puoi fare a meno nella vita.
Solo tre? Allora l’ammmore al primo, secondo e terzo posto.

Quanto sono importanti i socials, e più in generale internet, per chi fa un mestiere legato alla creatività?
Molto, specialmente per una pigra come me. I lavori più importanti, ad esempio, sono tutti arrivati tramite web dove ho una discreta visibilità mentre mi è molto più difficile muovermi di persona per farmi conoscere… anche se è una cosa che vorrei riuscire a fare!

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