Interview: Saturno Buttò

on Nov 27, 2012

Saturno Buttò nasce a Portogruaro nel 1957. Si iscrive nel 1971 al liceo artistico di Venezia e successivamente all’Accademia di Belle Arti, diplomandosi al corso di pittura nel 1980. Vive e lavora a Bibione. Le sue creazioni rimangono particolarmente impresse poichè esaltano l’innata sensualità del corpo associata ad un discorso prettamente spirituale. Innegabile è il fatto che, come lui stesso dichiara: “l’erotismo è una dominante nel percorso dell’esistenza.

Lo possiamo intendere come gioco di sinonimi e contrari, paradossi ed ossimori. Quello che si percepisce è comunque un richiamo alla passione ed al dolore, ma anche a quella trasgressione che procura estasi. Personalmente vedo rosso. Rosso fuoco, sangue, amore, inferno. E’ un colore orgoglioso, pieno d’ambizione e assetato di potere, che non vuole passare inosservato e tende ad imporsi sugli altri. Saturno definisce il proprio lavoro ieratico e violento. E voi? In quanto spettatori interpretate soggettivamente ciò che l’occhio vede e non. Una sessualità mai completamente celata, un’incontenibile attrazione verso tutto ciò che è mistero ed enigma. Siamo riusciti a strappare a Saturno una mini intervista per saperne di più.

Ciao Saturno, benvenuto su Picame. Per cominciare, che cosa possiamo capire di te attraverso i tuoi dipinti e disegni?
Che la figura umana è la mia autentica ossessione!

Elencaci tre cose fondamentali per il tuo lavoro.
I modelli con la loro identità. La musica che preferisco. La solitudine nell’atto creativo.

Le tue opere hanno una costante: erotismo e trasgressione. Sapresti spiegare che cosa rappresentano per te questi due concetti?
Non direi “una costante”, contemplo diverse situazioni nei miei dipinti, ma suppongo che i temi che toccano erotismo e trasgressione siano quelli che più rimangono nella memoria, chissà come mai? Comunque: l’erotismo è pur sempre una dominante nel percorso dell’esistenza, dunque mi interessa, in quanto tema pertinente per un autore che vuole cimentarsi con la figura umana e cerca di evitare di eseguire un’opera solo “bellina”. Lo stesso vale per la trasgressione, diciamo che insieme alla spiritualità sono i miei presupposti per evitare la decorazione fine a se stessa.

Hai dichiarato di dover conoscere “esigenze e limiti” dei soggetti che rappresenti, per fare in modo che si venga a creare “un clima leggero”. Non hai mai provato a lavorare con persone di cui invece non sapevi praticamente nulla?
Si è capitato! Ma i risultati migliori si ottengono conoscendo a fondo il modello. Ma questo mi sembra normale, vale per tutte le cose.

Se fossi costretto a salvare uno soltanto dei tuoi lavori, quale sceglieresti?
Direi: “The sisters” un olio del 2009. Un lavoro di piccole dimensioni, senza nessun eccesso e trasgressione, ma che ben rappresenta il mio modo di interpretare la pittura.

I tuoi soggetti nella maggior parte delle rappresentazioni interagiscono con oggetti e strumenti. In che modo spieghi loro come relazionarsi a questi ultimi e a che scopo?
Lo scopo è quello di ottenere dall’insieme il massimo potere evocativo che un’immagine può determinare. Generalmente non trovo particolari resistenze da parte dei modelli nell’eseguire le pose che scelgo per loro. L’operazione basilare è stata fatta a monte, cioè quella di infondere fiducia all’interlocutore, conto anche molto sulla mia capacità “seduttiva”.

Se dovessero chiederti di provare a non servirti della figura umana per cercare di raccontare in altri termini il rapporto tra: erotismo, trasgressione e dolore, che soggetto/oggetto/mezzo sceglieresti?
Ritrarrei, decontestualizzandoli, determinati oggetti, magari all’interno di una cattedrale.

Comments

comments

Powered by Facebook Comments

Tags: , , , , , , , , , , ,