L’illustrazione perfetta è come un brano stonato: intervista a Andrea Ucini

on May 29, 2019

Circa due anni e mezzo fa gli abbiamo dedicato un articolo. In quel periodo le sue illustrazioni stavano iniziando ad apparire in prestigiose pubblicazioni di tutto il mondo. Da subito Andrea Ucini ci ha conquistati con il suo stile inconfondibile, caratterizzato da una particolare palette di colori, un’apparente semplicità nell’esecuzione e soprattutto perspicacia e sottigliezza a livello concettuale. In questo breve lasso di tempo la sua carriera di illustratore editoriale ha avuto un’evoluzione impressionante così mi è venuta voglia di farci quattro chiacchiere.

Ciao Andrea, raccontaci chi sei e come sei arrivato qui.
Sono Andrea Ucini, italiano, 44 anni, vivo in Danimarca da circa 11 con mia moglie e i miei tre figli. Come sono arrivato qui non me lo ricordo. Una serie di casi e circostanze che associate a volontà e fortuna si sono trasformate nel mio presente odierno. Mi sono diplomato in pianoforte classico al conservatorio Cherubini di Firenze quando avevo circa 24 anni. Poi ho fatto altre scelte tra le quali quella di prendere più seriamente la passione che avevo per il disegno. Quest’ultimo è diventato il mio lavoro. La musica il mio hobby.

Dove trovi l’ispirazione? Quanto tempo ti serve per trovare l’idea che spacca tutto?
L’idea che spacca tutto arriva sempre dopo aver consegnato il finale di un’idea che si pensava fosse quella che spaccava tutto. Le idee nascono dopo aver letto un brief, guardando un foglio bianco o raccogliendo la matita che ti è caduta e che ti obbliga a guardare il pavimento, da un’altra direzione. Un po’ come il percorso che mi ha portato fino ad oggi. Casi e circostanze associate a volontà e fortuna.

Un tuo disegno, se fosse musica, come suonerebbe?
Il mio lavoro preferito è quello che non parla di quello che il titolo racconta fino a quando non hai letto il libro o l’articolo per cui è stato costruito. Sarebbe un brano stonato fino a quando l’orecchio non si abitua a quei suoni nuovi e inizia a considerarlo piacevole.

Progetti per un futuro immediato?
Ho appena aperto una galleria di arte contemporanea insieme a moglie. Una cosa che volevamo fare insieme già da molto tempo. La classica cosa giusta al momento giusto credo. Si chiama “Artisteri” se volete darci un’occhiata ecco il link al sito.

Il lavoro ideale com’e? Come si svolge?
Tutti quelli che abbiano una deadline ragionevole!

L’hai gia vissuto?
No!

La cosa più frustrante che ti è successa da quando lavori nel campo dell’illustrazione?
Quando l’art director continua a non essere contento degli sforzi che faccio per accontentarlo (dopo aver cercato di accontentare prima me).

Il ricordo più divertente della tua infanzia?
La verità? Quando a 6 anni con gli amici rubavamo le caramelle al bar della spiaggia.

Il primo disegno che riesci a ricordare?
Era una sedia, ricordo bene. La feci aspettando che mia madre tornasse a casa. Avevo circa 7 anni e in quel periodo ho vissuto per un po’ con i miei zii per svariate ragioni. Ma si, credo quello fosse stato il mio primo disegno dove si potesse riconoscere qualcosa! Una sedia.

Dove vorresti andare domani?
Vorrei restare dove sono, credo di aver trovato il mio posto in mezzo a tutta questa confusione e nessuno mi obbliga a dirigermi altrove… per adesso.

Una domanda che non ti hanno mai fatto e a te piacerebbe rispondere.
È vero che hai smesso di fumare? (ne sono orgoglioso dopo 33 anni di fumo).

C’è qualcosa che ti fa paura?
Molte cose sì. L’ignoranza, l’egoismo e la religione. Casualmente poi sono anche le cause delle atrocità più terribili di cui tutti hanno paura.

Potete seguire Andrea sul suo sito personale e su Instagram.

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