Picame meets Casey Neistat

on Sep 27, 2012

Un personaggio dallo stile ironico e bizzarro, un videomaker dinamico di nuova generazione, in grado di far divertire e allo stesso tempo lanciare messaggi sui quali riflettere. Picame meets Casey Neistat.

 

Aveva realizzato, con il fratello, un video dove metteva in risalto la policy aziendale di Apple nel sostituire le batterie dell’ iPod, ha divertito tutti noi in primavera con il video Make it Count commissionato da Nike, ed è da pochi giorni uscito con un altro video ”dei suoi”, questa volta toccando un tema che nella Grande Mela sta animando fortemente la cittadinanza: il divieto che la città vorrebbe imporre sulle bevande zuccherate. Noi l’abbiamo rincorso durante l’estate e gli abbiamo strappato alcune risposte ai quesiti che ci frullavano per la testa. Se le righe che trovate di seguito non dovessero saziare la vostra curiosità iniziate a seguirlo sui suoi profili youtube e tumblr e diventerete presto dei Neistat addicted come il sottoscritto. Una sola raccomandazione: mai, e dico mai, sbagliare a pronunciare il suo cognome. Neistat, “nice like ice or rice then tat like tattoo, nice-tat”.

Benvenuto su Picame. Casey, qual’è stata la tua prima idea quando la Nike ti ha chiamato per la realizzazione del loro video? Quali erano gli obiettivi del cliente e quali i tuoi?
Non sono certo di quali fossero i loro obiettivi, non ne abbiamo mai parlato. Credo che volessero semplicemente far arrivare il loro messaggio al maggior numero di persone possibile. La mia idea, d’altro canto, era quella di condividere con tutte quelle persone che cosa significa per me ‘make it count’. Il viaggio fatto non rappresenta nessuna metafora, ma nell’accezione più letterale della frase, non appena mi è stato consegnato il budget ho pensato: se potessi fare qualsiasi cosa al mondo con questi soldi, cosa farei ? Ecco che cosa vuole significare il video.

Durante il viaggio fatto, quali sono stati i luoghi che vi hanno maggiormente entusiasmato?
Le isole della Thailandia sono fantastiche, ma il mio cuore si è scaldato in Africa. Mi sono davvero emozionato. Non ho visitato nessun territorio dove sono presenti conflitti armati e quindi posso far fede solo ai luoghi che ho visitato. Non posso certo dire che la vita là è migliore, ma è chiaramente differente. Si respira aria di purezza e le persone ti mostrano i loro contenuti in una maniera che ti rassicura.

Riesci a raccontare ai nostri lettori chi sei, la tua adolescenza e cosa vuoi fare ‘da grande’?
Sono cresciuto in Connecticut, a circa 3 ore da New York City, un posto molto carino: dietro la casa dove ho trascorso la mia adolescenza c’erano un fiume e una serie di binari del treno, ho giocato tanto in quei posti. All’epoca non sapevo bene che cosa avrei fatto nella vita, ma sapevo fin da subito che l’avrei fatto a New York. Io amo questa città. Il miglior posto al mondo dove trascorrere il mio tempo. Non conosco parole per descrivere il mio amore nei confronti di questa città. E’ un luogo dove puoi essere e fare ciò che sogni. E’ come un incubatore per la nostra più selvaggia immaginazione. Vieni qui a NYC con un obiettivo e un sacco di volontà e la vita in attimo ti si illumina, improvvisamente non hai più limiti!

The Neistat Brothers!
Io e mio fratello abbiamo lavorato assieme dal 2001 al 2008 e l’ultimo progetto che abbiamo realizzato assieme è stata la serie televisiva della HBO ‘The Neistat Brothers’. Una collaborazione nella quale ho imparato davvero tante cose da Van, mio fratello è un artista fantastico.

Quando ero ancora studente nei primi anni del nuovo secolo, un mio docente disse: ‘Il video sarà il prossimo principale strumento di comunicazione’. Possiamo affermare che avesse ragione! Perchè il video cambia il modo di creare e comunicare le idee?
Non è il video che cambia il modo di comunicare, ma sono cambiate le persone che lo usano. Una volta dovevi per forza essere un videomaker o avere buone conoscenze delle dinamiche di realizzazione di un video per produrne uno, oggi tutto questo è cambiato. Il video è ormai onnipresente, come la macchina fotografica lo era 20 anni fa o la matita e il quaderno lo erano 50 anni prima. E’ diventato parte della nostra vita quotidiana.

Abbiamo chiesto a Casey di condividere con noi il suo video preferito. Perfetta la colonna sonora. Buona visione!

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