PICAME MEETS FRANKIE HI-NRG MC

on Jun 12, 2009

Frankie Hi-Nrg Mc, all’anagrafe Francesco Di Gesù (Torino, 18 Luglio 1969), è un rapper italiano. Di origini siciliane, nato a torino e cresciuto a Caserta, è attivo fin dagli albori del movimento hip hop in Italia. I suoi testi affrontano prevalentemente tematiche riguardanti la politica e la società. Pìcame lo ha incontrato per voi.

Ciao Frankie, benvenuto su Pìcame Mag! Questa intervista nasce da un nostro casuale incontro durante la settimana milanese del design, qual’è il tuo rapporto con questo mondo?
Sono incuriosito dal design, mi ha sempre interessato, in un certo senso coniuga il senso di arte a quello di utilità un po’ come faccio io con la mia musica. Il design riesce ad affrontare i problemi con un atteggiamento risolutivo, utilizzando l’arte come chiave per risolverli.

Nel 1992 aprivi i concerti di artisti del calibro dei Run DMC e Beastie Boys, nel 1997 c’è stata la consacrazione di “Quelli che benpensano”, com’è cambiato e come si è evoluto Frankie HI-NRG in questi anni?
Come è naturale che si evolva nella vita un uomo che da 22 passa a 40 anni. L’evoluzione che il mondo musicale e la mia persona hanno subito cooperano affinché la mia musica di oggi sia diversa da quella di ieri. Non sono però la persona adatta a poter identificare un cambiamento, forse un critico potrebbe definirlo meglio.

Raccontaci di quell’astuta operazione di marketing associata ad eMule che ha anticipato il festival di Sanremo del 2008 e l’uscita del tuo brano “Rivoluzione”. Secondo te ci sono le armi per combattere la pirateria musicale su internet?
Quell’operazione doveva essere una sorta di arma a doppio taglio, non volevo combattere la pirateria su internet, ma diffondere una canzone e comunicare al mondo esterno che la pirateria musicale è un network, e in quanto tale può essere utilizzato in diversi modi, positivi o negativi. Non fu che un simpatico sfottò nei confronti di chi, scaricando quel brano da eMule con delle aspettative, le vedeva tradite una volta terminato il download, poiché la canzone scaricata non era “Rivoluzione”. Io sono assolutamente a favore del download da Internet, sarebbe bello se avvenisse in maniera etica, non è vietando alla gente di scaricare le canzoni che si combatte la pirateria, molto probabilmente la si favorirebbe; un atteggiamento meno punitivo in questo senso garantirebbe a noi artisti la giusta valutazione per il nostro lavoro.

Qual’è il tuo giudizio sul mercato discografico di oggi? Realmente le classifiche rispecchiano quelle che sono le qualità artistiche o sono il risultato di compromessi e strategie?
Il mercato discografico per quello che viene normalmente considerato, ovvero lo scambio di dischi o di files legali, credo rispecchi quelli che sono i numeri delle vendite, anche se non sono del tutto convinto. La cosa importante è che non si tiene conto di tutta un’altra serie di aspetti. Se ad esempio un mio video su YouTube è stato visualizzato da 10mila persone in una settimana, questa notizia dovrebbe avere il giusto valore all’interno del mercato, sono 10mila contatti che hanno volutamente cercato il mio video, non l’hanno visto per caso in programmazione su Mtv. Purtroppo viene considerata mercato discografico solo quella fetta che riesce ad essere controllata dall’industria, che però è sempre più piccola e contratta su se stessa.

I tuoi testi affrontano prevalentemente tematiche riguardanti la politica e la società, l’Italia in questo è una fucina di spunti e ispirazioni ed è un paese dove, fino a prova contraria, vige ancora la libertà di pensiero. Come avrebbe affrontato la sua carriera Frankie HI-NRG in uno stato come la Cina, dove la censura è particolarmente diffusa e all’ordine del giorno?
Questo sinceramente non saprei, dovrei essere nato in Cina, non riesco ad immaginarlo da qui come sarebbe vivere là. Posso darti il mio giudizio su come sia vivere in Italia e andrei cauto sul dire che nel nostro paese vige ancora la libertà di pensiero, io sto lavorando per trovare queste prove contrarie. Questa libertà non c’è, non perché ci venga vietato di pensare qualcosa, ma perchè ci viene dato da pensare tanto altro che ci dimentichiamo degli aspetti più importanti e che andrebbero sanati nella nostra società.

Numerose sono le tue collaborazioni con artisti nazionali ed internazionali, non ultimo il progetto Artisti Uniti per l’Abruzzo, quale ricordi con maggior piacere?
Ad ognuno sono legato particolarmente, questo dell’Abruzzo è stata una bellissima esperienza e sono contento di aver partecipato ad un evento così importante per la musica italiana. Parallelamente alla raccolta fondi, che sta andando molto bene, e alla qualità della canzone, è stato importante perchè è stata la prima volta che in Italia tanti artisti si sono uniti per loro iniziativa. Io sono stato contattato da Jovanotti, alla registrazione del brano non era presente neanche un discografico, ad eccezione di Caterina Caselli che però è cantante pure lei quindi non fa testo! Nella mia carriera ho avuto la fortuna di collaborare sempre con gente interessante che ha arricchito maggiormente il mio bagaglio artistico e umano.

Forse non tutti sanno che sei anche attore, sceneggiatore e regista, Frankie HI-NRG può quindi ritenersi un artista completo a 360gradi. Quali sono i prossimi obiettivi da raggiungere nella tua carriera?
Non mi definirei artista completo a 360 gradi, ho avuto un paio di occasioni nelle quali mi sono cimentato come attore, ma non è il mio mestiere. Il mio obiettivo futuro è quello di continuare a scrivere testi, siano essi di musica, di cinema o letteratura.

Per concludere una domanda che riguarda direttamente il nostro progetto Pìcame. Diverse testate giornalistiche presto concentreranno i loro sforzi esclusivamente sulle versioni online dei loro quotidiani, abbandonando la produzione cartacea. Ritieni che il futuro dell’informazione sia quello dell’e-magazine?
Ritengo che vi sia da una parte un’informazione caratterizzata da un linguaggio moderno e che quindi sia perfettamente tagliata per una versione digitale, dall’altra un’informazione culturale che perderebbe quello che è il suo valore se abbandonasse la versione cartacea, poiché prevede una diversa velocità di fruizione. Ci sono però alcune testate giornalistiche per le quali sarebbe sprecata perfino una versione online (non è questo il caso di Pìcame che è strutturato benissimo e parla di quello di cui sa parlare) mi riferisco piuttosto ai diversi quotidiani che trattano sempre degli stessi argomenti proponendoli diluiti in tutte le pagine dei loro numeri.

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