Geoff McFetridge: il mondo visto con gli occhi un marziano

Geoff McFetridge: il mondo visto con gli occhi un marziano

Posted by: on Dec 11, 2018

Nato e cresciuto in Canada, dove si è laureato in grafica pubblicitaria, Geoff McFetridge si è poi spostato in California, dove si è specializzato alla CalArts, e ora lavora come graphic designer e illustratore a LA.






Ironico, naif e surreale: il mondo di Giovanni Colaneri

Ironico, naif e surreale: il mondo di Giovanni Colaneri

Posted by: on Oct 23, 2018

Giovanni Colaneri è un’illustratore di origine molisana che attualmente vive e lavora a Napoli. Diplomatosi in Grafica d’Arte a Firenze, si è poi specializzato in Graphic Design e Illustrazione all’ISIA di Urbino.






Ilaria Urbinati: raccontare le emozioni con l’acquerello

Ilaria Urbinati: raccontare le emozioni con l’acquerello

Posted by: on Sep 11, 2018

L’acquerello è la tecnica con la quale Ilaria Urbinati ha cominciato a disegnare fin da piccola e che caratterizza ancora oggi il suo stile: “Sono convinta che un acquerellista è per sempre”. L’illustratrice disegna sia a mano libera che in digitale “per la questione della bussola personale: è quando lavoro a mano che capisco dove sto andando; poi riproduco tutto in digitale.”






22 animazioni per celebrare Bruno Munari realizzate dagli studenti Mimaster

22 animazioni per celebrare Bruno Munari realizzate dagli studenti Mimaster

Posted by: on Jul 12, 2018

Il 30 settembre 2018 ricorre il ventennale della scomparsa di Bruno Munari. Designer, illustratore, insegnante e sperimentatore di nuove forme d’arte, ha segnato una svolta fondamentale nella storia del design e della comunicazione in Italia e nel mondo.






Vita quotidiana a tinte pastello: Chiara Dal Maso

Vita quotidiana a tinte pastello: Chiara Dal Maso

Posted by: on Apr 16, 2018

Chiara Dal Maso si trova a suo agio anche con il digitale ma ama disegnare soprattutto con matite, pennarelli e acquerelli e penne. Non lavora mai per troppo tempo su una tavola e preferisce l’imperfezione al “bel disegno”, perché in questo modo non si perde l’intensità dell’emozione, un aspetto per lei irrinunciabile.