Tea Party

Posted by: on Aug 27, 2009

Dopo aver scoperto questi favolosi set di bustine di thè (nell’ordine RoyalTea, DemocraTea e StripTea) non ho potuto resistere alla tentazione di organizzare un Tea Party. Appuntamento per oggi pomeriggio a Villa Pìcame ma vi avverto che le bustine raffiguranti Berlusconi sono già esaurite…

After discovering these wonderful sets of tea bags (in order RoyalTea, DemocraTea and StripTea) I could not resist the temptation to hold a Tea Party. Appointment for this afternoon at Villa Pìcame but I must inform you that the bags depicting Berlusconi are already sold out…

[Pìzzica]






We are free bloggers

Posted by: on Nov 19, 2008

Non vogliamo parlare di politica su questo blog. Non ci interessa. Ma questa notizia, se confermata, ci tocca personalmente e ci pare giusto farne oggetto di discussione con voi. 

Dal blog di Beppe Grillo (13.11.2008):
Obama ha vinto anche grazie alla Rete. Ha raccolto fondi on line per un miliardo di dollari per la sua campagna elettorale. “A campaign powered by people, not the special interests”. Una campagna finanziata dalle persone, non dagli interessi di parte. L’Obama de noantri, al secolo Topo Gigio Veltroni, dopo aver fracassato le palle a tutti gli italiani sulla somiglianza tra lui e Obama (un insulto peggiore dell’abbronzatura di Berlusconi) vuole dare una mano alla Rete. Tutti i blogger si stanno toccando.
Topo Gigio è peggio di uno spyware, di un malware, è un virus insidiosissimo che trasforma tutto ciò che tocca in una Walterloo. Il suo incaricato del Pdmenoelle, in arte Franco “Ricardo” Levi, ha depositato alla Commissione Cultura della Camera la famigerata Levi/Prodi. Detta anche legge “
ammazzablogger“. Legge che va ribattezzata in Levi/Veltroni grazie alle nuove clausole.

In sostanza:
- ogni blog è equiparato a un prodotto editoriale;
- ogni blog che pubblica Adsense di Google o banner può risponderne all’Agenzia delle Entrate;
- ogni blog deve iscriversi al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione);
- ogni blog è soggetto alle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa;
- ogni blog che non si iscrive al ROC può essere denuciato per il reato di “stampa clandestina”: due anni di carcere e sanzioni economiche.

Un blogger può scegliere se iscriversi al ROC, e correre il rischio di una delle innumerevoli denunce penali e civili sui reati a mezzo stampa che risalgono al Codice Rocco del fascismo o, in alternativa, entrare in clandestinità prima di entrare in galera. Insomma, può impiccarsi o spararsi un colpo in testa.
La Commissione che deve esaminare la proposta di legge inizierà a breve i lavori sulla “ammazzablogger”. Un sostegno da parte della Rete la aiuterà a prendere le decisioni.
Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure.