Interview: Stefano Colferai

on Oct 4, 2013

[English version along the post]
È giovane, ha fantasia da vendere e da buon italiano ha pure “le mani in pasta“. Ma in un modo che ci piace. Si chiama Stefano Colferai e il suo approccio alla creatività è decisamente particolare. Nelle sue creazioni mescola grafica vettoriale, illustrazione e modellazione dando vita a personaggi strambi, protagonisti di storie che strappano sorrisi. Gli abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa in più sul suo lavoro (e di realizzare il primo header handmade di PICAME).

Ciao Stefano, benvenuto su PICAME! Com’è vivere con un paio di baffi fatti di plastilina?
È un grande piacere essere qui, ciao a tutti! Vivere con dei baffi in plastilina ha i suoi pro e suoi contro: pesano e puzzano un po’ ma posso giocarci allungandoli quanto mi pare e piace.

Parlando di cose serie, come nasce Stefano Colferai artista e creativo?
Mi è sempre piaciuto disegnare e divertirmi, creare provando a stupire. Sono diplomato in arti grafiche e per diverse esigenze ho subito iniziato a lavorare come commesso. Non mi era ancora chiaro cosa volessi fare. In negozio avevamo Vice e ricordo un intero numero illustrato. Le immagini mi colpirono molto: per la loro bellezza, ma anche per come accompagnavano i testi e i loro concetti. Quello è il punto in cui realizzai che disegnare per lavoro era una strada percorribile. Decisi che avrei cominciato a ricercare uno stile mio, iniziando a raccogliere tutte le idee e i disegni su un quaderno.

Il tuo stile si è evoluto nel tempo arrivando a mixare diverse tecniche tra cui illustrazione, grafica vettoriale, modellazione, fotografia. La ricetta sembra funzionare a meraviglia…
È un percorso che inizia dalle Bic, passa per gli Uniposca e si conclude con il digitale. Lo stile di oggi mi permette di lavorare con dinamicità ed è molto coinvolgente perché comprende modellazione, fotografia e disegno vettoriale. Giocare passando da una tecnica all’altra è molto stimolante per la creatività e nasce da un esigenza, che è quella di non porsi limiti, fossilizzandosi ad esempio solo sul foglio o sullo schermo.

Hai scelto di usare la plastilina invece di avvalerti di strumenti più evoluti ma più complicati da utilizzare, come ad esempio software di modellazione 3D. Ha a che fare con il tuo autodefinirti “the laziest guy of the planet“?
Anche! L’ho sempre vista come una cosa un po’ complicata, o forse è solo il limite di non poter toccare con mano quello che sto producendo. Mi affascina molto l’idea di poterci provare, per ora preferisco usare le mani. Riuscire a tradurre uno sketch in qualcosa di solido e concreto dà una grandissima soddisfazione, ancor di più se pensi che il tuo personaggio un attimo prima era piatto su un foglio, mentre poco dopo è lì, totalmente vulnerabile che ti guarda con la bocca spalancata.

Che ruolo gioca l’ironia nelle tue creazioni?
Tanto, l’autoironia soprattutto. Non prendersi troppo sul serio è importante ed è un modo per fuggire da quello che ho intorno. Quello che faccio ora è anche una grande valvola di sfogo e mi permette di giocare sulle cose che non mi stanno bene. Cerco sempre di trasmettere un messaggio, che è liberamente interpretabile, ma che riguarda la vita di ogni giorno. Con il sorriso e l’ironia si riesce quasi sempre a stupire e conquistare l’attenzione di chi guarda/ascolta.

Stefano Colferai nel 2020 sarà…
…circondato da persone creative, disponendo dei mezzi migliori per poter fare quello che più gli piace: dare vita alle immagini.

Stefano Colferai portfolio

ENG

He’s young, he has imagination to bale out and, as any good Italian, he also has a finger in the pie (luckily in a good sense). His name is Stefano Colferai and his approach to creativity is definitely unusual. In his artworks he mixes modeling, vector graphics and illustration, giving life to odd characters, protagonists in stories that manage to get a smile out of anyone. We asked him to tell us more about his work (and to create PICAME’s first 100% handmade header).

Hi Stefano, welcome to PICAME! How’s life with a plasticine moustache?
Hello everyone, it’s a great pleasure to be here! A plasticine moustache can have pros and cons: it’s a bit heavy and smelly, but I can play with it and make it grow instantly as much as I like.

Now let’s get down to brass tacks: when was Stefano Colferai born as a creative artist?
I have always liked drawing and having fun, creating and amazing people. I graduated in graphic arts and someway I started working as a salesperson soon after. I was still uncertain about what I would do. In the shop where I worked they used to sell Vice and I remember a completely illustrated issue. I was really stricken by the pictures, not only because of their beauty, but also because of their coherence compared with the texts and concepts. That was the first time I realized that I could be drawing professionally, so I started looking for a personal style, gathering all my ideas and sketches in a notebook.

Your style has been evolving in the course of time, mixing different techniques such as illustration, vector graphics, modeling, photography. The recipe seems to work wonderfully…
It starts with ballpoint pens, then goes through markers and ends with digital art. My style today allows me to work dynamically and it’s very fascinating because it includes modeling, photography and vector graphics. Playing with different techniques is very stimulating for creativity and comes from the necessity of avoiding limitation.

You chose to use plasticine instead of more advanced and complex tools such as 3D modeling softwares. Has this to do with your being “the laziest guy on the Planet”?
Yes, for the most part! I’ve always seen it like something complicated, or maybe it’s just that, in the end, I prefer to touch my art physically. I’m really fascinated by the idea of trying, but I prefer using my hands for now. Rendering a sketch into something solid and tangible is a big satisfaction to me, especially if I think it was just a flat character before, and shortly after it’s there, totally helpless, as if it’s gaping and looking at me.

Which role does irony play in your art?
I’d say a leading role. Not taking myself too seriously is very important to me, and it’s a way to escape from reality, too.
My job is also a big pressure valve that allows me to make fun of what I don’t like. I always try to spread a message, that can be freely interpreted, but that’s always concerning everyday life. With a smile and a little irony you always manage to amaze and get the beholder’s attention.

In 2020, Stefano Colferai will be…
… surrounded by creative talents, having available the best tools to do what he likes the most: giving life to pictures.

Translations: Carmen Figliola

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3 Comments

  1. PICAME e il grande ritorno del Winner Taco, da Facebook al frigo! | Bloggokin.it
    3 April 2014

    [...] contattato e chiesto ai tre artisti italiani Jacopo Rosati, Phil Toys e Stefano Colferai, dall’approccio insolito ed originale alla creatività, di: “reinterpretare Winner Taco [...]

  2. Enzo Lo Re in 365 Illustrazioni | PICAME
    25 June 2014

    [...] punto da aver chiesto il supporto e la partecipazione di alcuni colleghi tra cui Francesco Poroli, Stefano Colferai ed Elisa Macellari, ben noti ai lettori di PICAME. Enzo lo definisce un “allenamento [...]