Natura selvaggia e riscatto sociale nelle illustrazioni concettuali di Stefania Infante (Intervista)

on Jun 10, 2019

I protagonisti delle illustrazioni di Stefania Infante sono spesso piccole figure che si muovono in ampi spazi dai colori limpidi nei quali il nostro sguardo entra come su un palco teatrale, incuriosito dalla scenografia che l’autrice ha allestito per noi. Selezionata dalla Society of Illustrator, di recente ha avuto l’opportunità di vedere pubblicata una sua illustrazione per il New York Times.

L’header che Stefania ha realizzato per i lettori di Picame è un autoritratto e rappresenta il suo stato d’animo in questo periodo: un desiderio di libertà, naturale e selvaggia, nel quale vorremmo riconoscerci tutti. Il lupo riflesso nell’acqua nasconde un piccolo segreto che scoprirete leggendo l’intervista che le ho fatto.

Ciao Stefania. Iniziamo con una breve introduzione per i nostri lettori: da dove vieni, che cosa fai e qual è il significato del lupo che usi come logo sul tuo sito e sui social.
Sono nata e cresciuta a Foggia. Dopo una laurea breve in Relazioni Internazionali e Diplomatiche conseguita a Napoli ho deciso di abbandonare gli studi universitari e di trasferirmi a Roma per seguire la passione per il disegno. Oggi sono un’illustratrice freelance e mi occupo di illustrazione concettuale. Perchè ho un lupo come logo? C’è più di una ragione. Adoro i lupi da quando ero bambina, incarnano una sorta di richiamo alla natura selvaggia. Amo la loro indole. Apprezzo il loro essere animali sociali, capaci di sostenersi l’un l’altro all’interno del branco. Mi affascina il loro senso di lealtà, anche se sono convinta che non sia del tutto corretto paragonare comportamenti animali a valori umani. E poi c’è un’altra ragione fondamentale che riguarda ciò che il lupo rappresenta oggi rispetto al passato. Per secoli vessato e considerato erroneamente “malvagio” (basti pensare al lupo cattivo nelle fiabe), cacciato fin quasi all’estinzione, oggi vive una sorta di riabilitazione. Lo vedo come il simbolo di un riscatto sociale, lo stesso che auspico per tutti coloro che come il lupo sono stati perseguitati ingiustamente, resi caprio espiatorio o oppressi: dalle minoranze etniche alle donne.

La tua esperienza spazia dalla collaborazione con studi pubblicitari all’indipendenza creativa con lavori per l’editoria, e ora hai un’agenzia che ti rappresenta. A chi vuole intraprendere la carriera di illustratore che consigli vuoi dare?
Non credo esista un manuale per diventare illustratori. Come in ogni professione creativa ognuno segue il proprio percorso che sarà unico come unico è ogni individuo. I modi saranno diversi, per forma, durata e impegno ma la questione fondamentale è non perdere mai di vista l’obiettivo.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

Tutto quello che mi circonda in pratica. Penso che qualsiasi cosa possa essere fonte di ispirazione, dipende dall’approccio che si ha nel guardarla. Ultimamente comunque, a differenza che in passato, ho trovato molto utile dare forma a quello che sentivo. Ho in sostanza guardato più all’interno che all’esterno di me stessa.

Tre artisti che ti senti di consigliare ai nostri lettori.

Hilma af Klint, la vera pioniera dell’arte astratta. E poi Jan Švankmajer e Andrej Tarkovskij, due grandi visionari.

Quanto è importante per un artista la presenza sui social media?

Non sono mai stata un’amante dei social. Ho iniziato ad usare davvero Instagram da poco ma soltanto per questioni lavorative e mi sono resa conto che sta diventando sempre più importante. Personalmente lo trovo utile soprattutto per il confronto: è sicuramente un mezzo immediato per conoscere cosa fanno i miei colleghi.

Cosa c’è sulla tua scrivania?

Non ho una scrivania! Vivo in un appartamento molto piccolo e sono costretta a lavorare con il mio portatile sul tavolo della cucina. Comunque se l’avessi credo che ci sarebbe ben poco, sono per l’essenziale.

Un obiettivo lavorativo che vorresti realizzare entro un anno.
Una cosa che mi piacerebbe molto e che non sono ancora riuscita a realizzare è una mostra personale. Ma probabilmente mi ci vorrà più di un anno!

Scoprite tutti i lavori di Stefania sul suo sito e su Instagram.

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