L’ironia surreale in stile comic di Federico Tramonte

da | 5/10/2020 | Illustrazione, Interviste

Le sue illustrazioni raccontano una storia intera nello spazio di quella che ci appare come la vignetta di un fumetto. Tutto sembra normale fino a quando un particolare stonato trasforma la realtà in un enigma surreale che ci stimola a immaginarne l’antefatto o il finale.

Federico Tramonte ha un lungo e variegato rapporto col mondo delle immagini ma ha sviluppato la sua professionalità come illustratore gradualmente. La molteplicità delle sue esperienze lo rende un outsider con un punto di vista alternativo che viene sempre affiancato dall’ironia, come nel caso delle illustrazioni a tema lockdown o di quelle realizzate per Il Sole 24 Ore. La propensione a raccontare per immagini lo sta portando ad esplorare anche il mondo dell’animazione.

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IDENTIKIT
Nome e cognome: Federico Tramonte
Data di nascita: 16 Ottobre 1982
Professione: Illustratore
Luogo di residenza: Milano
Sito web: federicotramonte.com
Instagram: @federico_tramonte
Behance: federicotramonte

Ciao Federico, benvenuto su Picame. Iniziamo con una breve introduzione per i nostri lettori: chi sei, da dove vieni e che cosa fai.
Ciao, grazie mille per l’accoglienza. Sono un non-più-così-giovane virgulto, nato nella campagna veneta tra Padova e Venezia. Dopo almeno un decennio di militanza nel mondo della programmazione ho gradualmente cambiato ruolo diventando illustratore a tempo pieno (senza nessun rimpianto, devo dire) poco più di sei anni fa. Lavoro principalmente con agenzie di comunicazione e cerco di ritagliarmi uno spazio nell’editoria.

federico tramonte picame sole24ore pantelleria

Illustrazione realizzata per Il Sole 24 Ore – Pantelleria

Nella tua carriera hai sperimentato diversi stili ma ora, nelle tue ultime produzioni, prevale lo stile comic dal taglio surreale e ironico. Pensi di aver trovato la tua cifra stilistica?
È nato tutto durante il lockdown, stavo facendo un giro su Google Street View cercando scorci interessanti che potessero farmi da spunto per qualche esercizio. Per non limitarmi a una riproduzione fredda, ho iniziato ad aggiungere elementi stonati, facendo in modo che l’illustrazione finale raccontasse una storia, per quanto assurda. Vista la mia personalità, la componente ironica è stata un’aggiunta praticamente d’obbligo. Il risultato finale è uno stile che mi diverte molto e credo valga la pena di esplorare, ma lo definirei una delle mie cifre stilistiche: non ho abbandonato il resto della mia produzione, ci torno di tanto in tanto, perché una gita nella comfort-zone è sempre rilassante.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?
Parte arrivano dal mondo del fumetto, su tutti direi Chris Ware e Moebius. Il primo per il suo sguardo sulla quotidianità che mischia malinconia, tragedia e ironia, il secondo perché, beh, chi non ha rubato da Moebius?
Direi poi i fratelli Cohen, Charlie Kaufman e la letteratura di fantascienza (Philip Dick, Arthur C. Clarke, Asimov). Come bonus aggiungo “Welcome to Night Vale“, un podcast di fiction surreale del quale mi sono totalmente innamorato.

federico tramonte picame neighborhood

Hai una lunga esperienza maturata all’interno delle agenzie di comunicazione: come hai vissuto il salto alla tua attuale condizione di freelance?
Per quel che mi riguarda, togliendo il fattore stress “e-adesso-come-pago-l’affitto“, il salto è stato un enorme sollievo. Lavorare come dipendente in agenzia ha avuto un valore fondamentale in termini di esperienza, essere freelance però mi permette non solo di gestire il tempo in maniera molto più efficace ma anche di allargare il campo visivo, cercando lavori in nuovi ambiti.

Oltre ai comics e al lavoro come programmatore hai sperimentato altri ambiti creativi?
Vorrei poterti dire che sono un incredibile musicista, ma il mio basso è lì che accumula polvere in un angolo, dopo aver accettato il fatto che il mio pollice smette di essere opponibile quando cerco di suonare uno strumento. Mille anni fa producevo una strip umoristica, attività che si è poi evoluta in una collaborazione, come illustratore e scrittore, con il collettivo Dr.Ink. Abbiamo stampato manuali fondamentali per la vita di tutti i giorni, come la guida pratica per diventare un dio o una raccolta di consigli per intraprendere una carriera di successo come supercriminale. Da circa un anno, poi, sto studiando Touchdesigner, un software di programmazione visuale per creare animazioni real-time, in parole povere genero composizioni più o meno astratte che si muovono a tempo di musica.

Animazione tratta dalla serie del progetto personale Dog Park

E le tue passioni oltre al disegno?
Il disegno occupa almeno il cinquanta per cento della mia esistenza, il resto si divide tra metal (ultimamente sto ascoltando i Deafkids, un gruppo sobrio ed equilibrato che fa musica da camera), fantascienza (ho appena finito di leggere “The Martian” di Andy Weir: una bomba), true crime (sono uno di quelli che si sciroppa con gioia ogni singolo episodio di “Un giorno in pretura“), giochi da tavolo e la pizza.

Tre artisti che ti senti di consigliare ai nostri lettori.
Per cominciare direi Cleon Peterson, un illustratore/street artist con una forza e una violenza che mi deliziano ogni volta. Passerei poi a Alberto Mielgo, l’animatore/illustratore/regista/art director che si è occupato, tra le altre cose, dello studio di stile per il film “Spiderman: into the Spiderverse” (un orgasmo visivo). In chiusura non posso non nominare Reza Farazmand con la sua comic strip Poorly Drawn Lines”: ho sempre avuto un amore viscerale per le strisce e l’umorismo surreale di Reza mi fa piegare ogni volta.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
Tolta la solita noiosa tecnologia, ho un paio di Darth Vader, un po’ di minifigures Lego e, soprattutto, Donatello, di gran lunga la mia tartaruga ninja preferita (e, oggettivamente, la tartaruga ninja migliore, diciamolo). Tutto il resto è caos.

Un obiettivo lavorativo che vorresti realizzare entro un anno.
Sembrerà assurdo ma è una cosa alla quale, finora, non ancora avevo pensato seriamente (grazie per avermi “obbligato” a farlo). Gli obiettivi al momento direi che sono due: riuscire a lavorare con più regolarità nel mondo editoriale, anche all’estero (qualcuno ha detto New York Times?) e fare qualche esperimento più corposo di animazione, materia della quale ho una conoscenza abbastanza basica, ma che mi affascina da sempre.

federico tramonte picame milano lockdown

Illustrazione ispirata al lockdown

federico tramonte picame sole24ore anacapri

Illustrazione realizzata per Il Sole 24 Ore – Anacapri

federico tramonte picame milano lockdown

Illustrazione ispirata al lockdown

federico tramonte picame sole24ore paraggi

Illustrazione realizzata per Il Sole 24 Ore – Paraggi

federico tramonte picame neighborhood

federico tramonte picame madonna di campiglio

Illustrazione realizzata per Il Sole 24 Ore – Madonna di Campiglio

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federico tramonte picame sole24ore saline

Illustrazione realizzata per Il Sole 24 Ore – Saline

federico tramonte picame sole24ore taranto

Illustrazione realizzata per Il Sole 24 Ore – Taranto

federico tramonte picame sole24ore venezia

Illustrazione realizzata per Il Sole 24 Ore – Venezia

federico tramonte picame black lives matter

Illustrazione ispirata al Black Lives Matter

federico tramonte picame mindfullness

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Cosmo, l’illustratrice che ha unito fumetto, Art Nouveau e neoclassicismo

Art director e web designer, diplomato in scenografia con esperienze di teatro, fumetto, animazione, illustrazione e scultura. Scrive per Picame dal 2015.

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