Le “piccole donne” di Hilda Palafox

da | 7/06/2016 | Illustrazione

Predilige le tecniche tradizionali: matita, acquerello, pennarelli, acrilici, ma si trova a suo agio anche in ambito digitale. Con la stessa disinvoltura si esprime realizzando murales e ceramiche, oltre che lavori con la stampa xilografica e la serigrafia.

È Hilda Palafox, aka Poni, illustratrice di Ciudad del México. Nata nel 1982, ha studiato alla Escuela de Diseño del Instituto Nacional de Bellas Artes (INBA). Lavora per l’editoria e per diversi marchi nazionali ed internazionali. Tra le sue influenze cita Jean-Michel Basquiat, Mark Ryden, James Jean, Toshio Saeki e Daehyun Kim.

Hilda confessa che il suo soggetto preferito, da quando ricorda di aver cominciato a disegnare, sono le figure femminili, soprattutto bambine e adolescenti. Meno efferate di quelle di Virginia Mori, ma altrettanto mature e spesso coinvolte in situazioni surreali o melanconiche, con lo sguardo perso nel vuoto, a riflettere sulla propria condizione esistenziale.
La scelta dei colori spesso rafforza questo sentimento: bianco e nero, monocromie o palette declinate su tonalità neutre. Altre volte accade l’esatto opposto, e la vivacità cromatica crea un contrasto stridente con il disagio vissuto dalle figure rappresentate, accentuando la sensazione di mistero e spaesamento.

Potete vedere il video di una sua intervista e seguirla sul suo sito ufficiale e sul suo account Instagram.

 

 

Art director e web designer, diplomato in scenografia con esperienze di teatro, fumetto, animazione, illustrazione e scultura. Scrive per Picame dal 2015.

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