L’Atlante degli Arcani Ardenti spiegato dagli autori Virginia Caldarella e Andrea Pennisi

da | 6/05/2021 | Illustrazione, Interviste

Un viaggio alla scoperta dei nostri stessi segreti, svelando gli arcani delle emozioni celate e degli stati d’animo più appassionati fino a perdere il fiato, un passo prima di scorgere il Cuore Filosofale.

Più di un anno fa eravamo qui a parlarvi del primo Trattato di Anatomia Emozionale della storia, un grandissimo successo editoriale. La buona notizia è che l’erudito e stravagante prof. Melanio Da Colìa è tornato con una nuova avventura e non intende di certo deluderci, anzi.

– Leggi anche: È uscito il primo Trattato di Anatomia Emozionale della storia

Nell’Atlante degli Arcani Ardenti magia e ironia si tendono la mano e non si lasciano neanche un momento, attraverso mappe e arcani illustrati, principi filosofici, misteri della cabala, scienze contemporanee e mistica orientale. Il nostro Caronte d’eccezione è proprio il prof. Da Colìa, abile navigante tra i tormentati e imprevedibili impeti dei sussulti umani. Ho incontrato gli autori Virginia Caldarella e Andrea Pennisi per farmi spiegare meglio i moti dell’Homo Amurensis.

Ciao Virginia, ciao Andrea e bentornati su PICAME. La volta scorsa abbiamo raccontato il vostro “Trattato di Anatomia Emozionale” e ora siamo qui con “L’Atlante degli Arcani Ardenti”. Cosa ha portato questa volta il prof. Melanio Da Colìa a esplorare le focose e occulte peripezie delle passioni?
A. Ciao Giulia e ben trovati ai naviganti erranti di Picame. Il prof. Melanio da Colìa, erudito di scienze emozionali e mal di passione, già autore del fatidico Trattato, prosegue la sua ricerca nei meandri delle passioni rivelando, in questo Atlante sotto forma di oracolo, le segretissime rotte per raggiungere la Terra del Sogno. “Un viaggio immaginario attraverso la Magia dell’Arte e del Pensiero alla ricerca del cuore filosofale”.
V. Personalmente Melanio Da Colìa ha dato voce al mio immaginario. Un’esigenza espressiva che, grazie al “Fantomatico”, è riuscita a canalizzarsi prendendo una forma più completa, esplorando tematiche che toccano ognuno di noi.

Come vi siete incontrati e come sono nati i vostri due progetti editoriali?
A. L’incontro con Virginia, entrambi esploratori dei misteri dell’Anima, delle Passioni e delle loro contraddizioni, è avvenuto in una landa desolata ove abbiamo rinvenuto, trascritto e ridisegnato gli studi del fantomatico prof., offrendoci come cavie volontarie e incoscienti per l’approfondimento dei suoi sensazionali studi. Lì abbiamo riscoperto, attraverso battaglie corpo a corpo e sogni inconfessabili, il rifiorir dei sensi, i piaceri delle amabili faccende dei moti de core e le furiose tribolazioni che da tal gioie incombono infallantemente ai martiri di tal passione.
V. Un incontro casuale, una scintilla partita da un brano musicale caro ad entrambi. Un’iniziale frequentazione tra Catania e Bologna che ha attraversato diverse fasi. Una bella conoscenza che si è trasformata, in maniera del tutto inaspettata, in un epistolario intimo prima, e in “un’appassionata ricerca sulle patologie amorose” successivamente, accompagnando alcuni disegni in chiusi in un cassetto, e creando un progetto che pian piano ha preso vita, grazie alla nostra alchimia e agli incontri giusti al momento giusto che hanno sposato l’idea rendendola realtà.

Ruota della Divinazione

Gli Arcani sono in tutto 17, accompagnati da cartografie, mappe e poesie. A quali vi sentite più legati per motivi personali o artistici?
A. Gli arcani illustrati nell’Atlante sono gli abitatori dell’Anima dell’Homo Amurensis, ovvero gli spiriti abitati da ognuno di noi. La metafora del viaggio è il percorso della conoscenza di Sè svelando antiche verità trasmesse dai grandi Maestri dell’Arte e del Pensiero per raggiungere la Consapevolezza. E lo abbiamo fatto unendo tutte le Arti e tutte le Scienze come fossero un unica filosofia, unendo il ludico al dilettevole. La cabala sortita dal lancio del dado risulterà la predizione che indicherà la strada maestra per il raggiungimento di ogni sogno.
V. Avendoli disegnati uno per uno li sento tutti miei. Contengono molto delle mie sensazioni vissute nel periodo della realizzazione. I primi disegni li ho fatti durante il lockdown di marzo 2020, quindi molto carichi emotivamente. Ma se dovessi sceglierne alcuni, mi sento più legata all’Attraversatrice e, ultimamente, all’Onirico.

Svelateci un segreto, chi è il fantomatico professore di Scienze Emozionali Melanio Da Colìa?
Il Fantomatico è un maestro, una guida divina, rappresenta il nostro inconscio più recondito e spudorato, libero da credi e convenzioni e da ogni morale di sorta. È il mago che dà forma e parola ai nostri sogni.

Ci sono nuovi lavori all’orizzonte?
Siamo in attesa della riapertura del mondo per tornare nelle piazze e nei teatri per mettere in scena il Simposio, lo spettacolo ispirato alla figura del prof. Melanio Da Colìa prodotto dal M.A.L.A. (Movimento Autonomo per la Liberazione dell’Arte) che unisce disegno, parole, teatro di figura, musica d’improvvisazione, danza e video arte. E da lì, da cosa nasce cosa…
Vorremmo ringraziare anche coloro che hanno creduto, partecipato e arricchito il nostro progetto, ovvero Giuseppe Lombardo, il grafico che ha collaborato alla creazione della veste grafica sia del Trattato che dell’Atlante, e ovviamente, i ragazzi della nostra casa editrice Lunaria Edizioni. E infine grazie Giulia e grazie Picame!

Andrea Pennisi e Virginia Caldarella

È uscito il primo Trattato di Anatomia Emozionale della storia

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