Un giro tra le città disabitate (o quasi) di Leonie Bos

da | 6/04/2021 | Illustrazione

Precise e nette come tavole architettoniche le sue illustrazioni trasudano solitudine e irrealtà, mitigate solo dall’utilizzo di colori ipersaturi.

Dal padre architetto Leonie Bos ha imparato la meticolosità e la capacità di prendere tanti elementi diversi e assemblarli fino a farli diventare un’unità perfetta. Anche quando compaiono solitarie figure umane, i veri protagonisti restano i palazzi, le scale, le finestre o gli arredi di una stanza, perfettamente riconoscibili eppure irreali grazie all’uso di colori insoliti o di particolari incongruenti.

L’illustratrice olandese lavora in digitale con uno stile che ricorda le vecchie litografie, leggermente sbavate e con i colori fuori registro, spesso simulando la granulosità della carta e le imperfezioni di stampa. Un effetto che aumenta la sensazione di déjà-vu e straniamento che si prova nell’osservare le sue opere. Alcune inquadrature e ombre ricordano le architetture metafisiche di DeChirico o le istantanee di strade e città svuotate divenute tristemente normali in tempo di pandemia.

Bos vive e lavora come freelance ad Amsterdam. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti e prima di diventare illustratrice a tempo pieno ha fatto esperienza come web designer, graphic designer e art director. Trovate tutti i lavori sul suo sito e su Instagram.

Art director e web designer, diplomato in scenografia con esperienze di teatro, fumetto, animazione, illustrazione e scultura. Scrive per Picame dal 2015.

Picame newsletter

Ogni bimestre riceverai una selezione dei nostri articoli.

Iscrivendoti dichiari di accettare la nostra Privacy Policy

Nella stessa categoria

Pin It on Pinterest

Share This