Ryan Shude

da | 21/12/2012 | Creatività, Fotografia

Ryan Shude utilizza la fotografia per dare vita a set ed ambientazioni sia in interni che in esterni complesse e ben delineate, affiancando una serie di personaggi studiati a tavolino. Nel fare questo sembra ispirarsi ai lavori di Gregory Crewdson, nonostante quest’ultimo tenda a dare un taglio più drammatico ai contenuti dei suoi progetti.

Vestire alla marinara e raccattare abiti scampanati, con un paio di euro in Senigallia, per manifestare la nonchalance dell’eleganza vintage. Crema e caffè, sebbene invernali, colorano chemisier accarezzanti pelli anemiche. Questo, il significato del vento. Al di là di quell’esposizione dal sapore preistorico, matrone del mercato improvvisano slogan accattivanti, impossibilitando il rifiuto. Respingere la consapevolezza di un’acquisto vano, per il puro piacere di spendere. Scopro di non poter sopportare l’idea di un futuro benestante, nel momento stesso in cui l’edicolante riesce a strapparmi una ventina di euro, un martedì pomeriggio qualunque. Mi piace scrivere, ma solo se quando lo faccio non dico cose interessanti. Mi chiamo Cecilia ed ho dei bei capelli.

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