I dolci ricordi d’infanzia diventano surreali nei disegni di Tahel Maor

da | 9/05/2018 | Illustrazione

Prendete una vecchia foto, preferibilmente di quando eravate bambini. Isolatela dal contesto in cui è stata scattata ed accostatele un paesaggio, un animale, una pianta, un giocattolo che non abbiano nessuna attinenza e dimensioni rigorosamente irreali. È ciò che fa Tahel Maor, da Tel Aviv, con acquerelli, matite, vecchi album di famiglia e una spiccata vena surrealista.

Un condominio di periferia si carica di tutti i significati possibili se ci si siede sopra una bimba gigante che stringe in mano il filo di un cactus-palloncino. L‘infanzia come elemento altamente simbolico, per almeno tre aspetti: la componente autobiografica, l’universale metafora della crescita e del cambiamento, la capacità di suscitare emozioni profonde come nostalgia e tenerezza. Difficile non entrare immediatamente in relazione con quanto descritto, non ricordare la casa in cui si è cresciuti, i pomeriggi di gioco, i pensieri da bambini. Immagini profondamente eloquenti, che probabilmente daranno ad ognuno di noi una risposta diversa.

Tahel Maor

Roberta Zeta
Illustratrice italiana, dopo varie esperienze in giro per il mondo si è stabilita a Los Angeles. Accidentalmente laureata in legge, disegna da sempre, dedicandosi a progetti editoriali e fashion. Scrive per Picame dal 2009.

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