L’ultima opera di Matteo Mauro unisce arte generativa e installazione

da | 10/10/2019 | Arte

My first Hall of Mirrors è la prima opera-installazione di Matteo Mauro, artista siciliano di cui vi ho già parlato in precedenza. Ospitata all’interno della galleria Koart, nel centro di Catania, occupa una superficie di 12 metri quadrati ed è fatta interamente di alluminio e specchio, per un totale di 30 superfici riflettenti e 30 superfici assorbenti.

Qualcuno l’ha scambiata per un gioiello. Se la osservo sento di volerla indossare, essere illuminato ed accecato da quei giochi di luce dorata. Quest’opera d’arte è la gioia penetrante più brillante ed il tumulto barocco più oscuro“, racconta l’autore, che quest’anno ha già esposto in Cina e Libano. E aggiunge: “Uno specchio per mirare alla creazione piuttosto che alla semplice riflessione. Tutti noi utilizziamo specchi per controllare il nostro aspetto fisico. Ma gli specchi sono strumenti più interessanti di questo. Uno specchio potrebbe portarci dove la realtà ci ha negato di essere“.

Un’esperienza immersiva che vuole creare una suggestione nello spettatore, invitato ad indossare un visore 3D per esplorare la nuova dimensione in cui quest’opera è in grado di catapultarlo. Naturale proseguimento – o se vogliamo accompagnamento – del viaggio di Mauro alla riscoperta dell’arte barocca, iniziato già da diversi anni. Su questa pagina potete trovare tutte le informazioni dettagliate, nel video qui sotto invece è lo stesso autore a raccontare la sua visione. Il titolo lascia sottointendere che il progetto è solo all’inizio, vi terremo aggiornati.

Classe 1983, lavora nel mondo della progettazione grafica e della comunicazione come designer e art director. Dopo alcuni anni di esperienza come freelance, nel 2013 ha fondato FARGO, agenzia multidisciplinare specializzata in progettazione grafica, brand design e new media. È fondatore e direttore di Picame dal 2008.

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