La fotografia surreale di Gab Bois trasforma la quotidianità in arte

L’artista canadese prende oggetti comuni e li trasforma, con irriverenza e un tocco kitsch, in opere d’arte effimere che spiazzano l’osservatore.

Abbiamo spesso parlato della capacità di alcuni creativi di vedere, laddove la maggior parte delle persone riconosce semplici oggetti, qualcosa di diverso e originale, che sfida le convenzioni e la comune percezione di ciò che ci circonda. Gab Bois non fa eccezione e anzi, sembra quasi incontenibile il fiume di idee che scorre in lei e che trova libero sfogo in un account Instagram seguitissimo e in un libro di recente pubblicazione nella cui prefazione si legge:

“Ciò che rende uniche le fotografie di Gab è un colpo sovversivo, un’ambiguità incredibile che ci intrappola in un complesso sistema di riferimenti: bellezza incastrata nell’orrore, umorismo incorporato nella tragedia, morbidità incorporata nella brutalità. Attraverso la costruzione degli oggetti, la loro fisicità e attraverso tutti i diversi modi in cui le cose sono legate tra loro, Gab crea ogni opera per portare ciò che è nascosto in superficie”

Quella che in apparenza potrebbe sembrare una sregolatezza creativa sfocia in realtà in una produzione molto coerente e organica, in cui l’artista stessa si pone in primo piano, utilizzando il suo corpo come fosse un oggetto o un palco sul quale mettere in scena le proprie opere.

Designer e art director, è fondatore e direttore di Picame dal 2008 e co-fondatore di FARGO, agenzia specializzata in design e comunicazione.

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