“Prayer”, la provocante serie di Joyce Lee sulle trasgressioni di una monaca ribelle

L'artista coreana porta avanti la sua lotta agli stereotipi e ai tabù con una serie di illustrazioni che hanno come protagonista una giovane monaca restia alla vita di clausura

da | 26/11/2021 | Illustrazione

Ne abbiamo parlato un po’ di tempo fa e abbiamo capito che, per capirla e apprezzarla, l’arte di Joyce Lee va osservata con la mente sgombra dai pregiudizi; solo così se ne possono apprezzare la sagacia e l’ironia. Tra i numerosi filoni narrativi più o meno astratti che l’artista è solita affrontare, sempre inerenti la sfera emotiva e sessuale, ce n’è uno che narra le vicende di una giovane monaca che non nasconde la propria insofferenza verso il rigore della clausura.

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Una ribellione silenziosa, che si svela nei tatuaggi e nei piercing intravisti sotto la tonaca, nello smalto rosso e nello sguardo malinconico, perso nel vuoto, in cui non si legge pentimento quanto piuttosto il desiderio di poter esprimere liberamente il proprio essere.

Viene da chiedersi quale sia la storia di questa giovane, che cosa l’abbia condotta a una scelta – o a una imposizione – così drastica. La serie si arricchisce man mano di nuovi pezzi e può darsi che l’autrice decida, ad un certo punto, di svelare il mistero.

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Designer e art director, è fondatore e direttore di Picame dal 2008 e co-fondatore di FARGO, agenzia specializzata in design e comunicazione.

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